Baby Gang in regime di sorveglianza particolare: la decisione del Dap
Limitazioni per sei mesi al trapper detenuto: la difesa contesta il provvedimento
Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha disposto il regime di sorveglianza particolare per Baby Gang, nome d’arte di Zaccaria Mouhib, attualmente detenuto nel carcere di Busto Arsizio.
Il provvedimento, della durata iniziale di sei mesi, si basa su valutazioni che descrivono il detenuto come un soggetto con elevata pericolosità e capace di esercitare una forte influenza sugli altri reclusi.
Secondo quanto riportato nel decreto, questa influenza sarebbe legata anche al suo ruolo pubblico e alla percezione di figura carismatica all’interno dell’istituto. Vengono inoltre citati comportamenti ritenuti problematici, tra cui atteggiamenti aggressivi e tensioni con il personale.
Le misure previste includono limitazioni significative:
detenzione in cella singola, riduzione delle ore d’aria, esclusione da attività ricreative e sociali, oltre al divieto di detenere oggetti potenzialmente utilizzabili come strumenti offensivi.
La difesa ha già presentato reclamo al Tribunale di Sorveglianza, sostenendo che il provvedimento si fondi su valutazioni generiche e non supportate da elementi concreti. Secondo i legali, mancherebbe un collegamento chiaro tra i fatti contestati e la necessità di applicare un regime così restrittivo.
La decisione apre ora un confronto giuridico sulla legittimità della misura, mentre resta centrale il tema dell’equilibrio tra sicurezza penitenziaria e diritti del detenuto.



