Feto morto a Ravenna, la Corte d’Appello esclude la responsabilità dei medici
Ribaltata la sentenza di primo grado: riconosciuta negligenza, ma senza nesso causale con il decesso
La Corte d’Appello di Bologna ha stabilito che non è dimostrabile la responsabilità diretta dei medici nella morte di un feto avvenuta nel 2011 in un ospedale di Ravenna, ribaltando la decisione di primo grado.
Secondo quanto emerge dagli atti, i giudici hanno riconosciuto che vi siano stati comportamenti negligenti, in particolare nella mancata individuazione della gravidanza. Tuttavia, non è stato possibile accertare un nesso causale certo tra tali omissioni e il decesso.
Un elemento centrale della sentenza riguarda la presenza di fattori di rischio ostetrico, tra cui condizioni di salute preesistenti e l’assenza di monitoraggio durante la gravidanza. La donna, secondo quanto ricostruito, non era consapevole di essere incinta, circostanza che ha inciso sull’assenza di controlli.
La Corte ha quindi ritenuto che, pur in presenza di criticità nell’operato sanitario, le cause della morte restano non pienamente chiarite, rendendo impossibile attribuire una responsabilità giuridica diretta.
Il caso evidenzia la complessità delle valutazioni in ambito medico-legale, soprattutto quando si tratta di stabilire con certezza il rapporto tra condotta e conseguenze.



