Jeffrey Epstein, reso pubblico il presunto biglietto scritto prima della morte
Il documento era rimasto secretato per anni: nel testo riferimenti alle accuse e alla scelta di “dire addio”
A quasi sette anni dalla morte di Jeffrey Epstein, un giudice federale ha autorizzato la pubblicazione di un documento rimasto finora secretato: il presunto biglietto scritto dal finanziere poco prima di morire nel carcere di New York nell’agosto 2019.
Il foglio, secondo quanto emerge dagli atti, sarebbe stato trovato dal suo ex compagno di cella all’interno di un libro. Nel testo compaiono frasi legate alle indagini subite negli anni precedenti e riflessioni sul suicidio.
Tra i passaggi che hanno attirato maggiore attenzione c’è quello in cui Epstein sostiene che le accuse nei suoi confronti fossero legate a fatti già emersi molti anni prima. In un altro punto, il finanziere scrive che “è un privilegio scegliere quando dire addio”.
Il documento era stato mantenuto riservato perché inserito nel fascicolo relativo al procedimento a carico dell’ex compagno di cella, coinvolto in altre vicende giudiziarie.
La diffusione del testo riporta al centro dell’attenzione pubblica una delle morti più discusse degli ultimi anni. Il caso Epstein, infatti, continua ad alimentare interrogativi e dibattiti internazionali, anche a causa delle numerose incongruenze e delle teorie circolate dopo il ritrovamento del corpo nella cella del Metropolitan Correctional Center.
Secondo le ricostruzioni ufficiali, Epstein morì suicida il 10 agosto 2019 mentre si trovava in custodia federale. Tuttavia, la gestione della sorveglianza e le condizioni della detenzione continuarono per anni a essere oggetto di polemiche e verifiche interne.
La pubblicazione del presunto messaggio aggiunge ora un nuovo elemento a una vicenda che, ancora oggi, resta al centro dell’attenzione mediatica internazionale.




