Licenziata per aver giocato a padel in malattia: il giudice dispone risarcimento
Il Tribunale considera il licenziamento sproporzionato: 18 mensilità alla lavoratrice
Una lavoratrice di 50 anni è stata licenziata per giusta causa dopo essere stata sorpresa a giocare a padel durante un periodo di malattia. Il Tribunale ha però stabilito che il provvedimento era illegittimo e sproporzionato, disponendo un risarcimento pari a 18 mensilità.
Secondo quanto emerge, la donna – caporeparto in un supermercato – era stata sanzionata dopo essere stata vista in una palestra mentre svolgeva attività sportiva. L’azienda aveva quindi proceduto con il licenziamento immediato.
Durante il procedimento, tuttavia, è stato accertato che l’attività fisica non aveva aggravato le condizioni di salute né prolungato i tempi di recupero. Inoltre, l’episodio si sarebbe verificato al di fuori degli orari previsti per la visita fiscale.
Un elemento centrale nella decisione riguarda le indicazioni mediche: alla lavoratrice era stato raccomandato di evitare sforzi specifici, come il sollevamento di pesi, ma non un divieto assoluto di attività sportiva.
Il giudice ha quindi ritenuto che il licenziamento senza preavviso fosse una misura eccessiva rispetto ai fatti, sottolineando che per casi simili sarebbe stata più adeguata una sanzione conservativa.
Nonostante il riconoscimento dell’illegittimità, non è stato disposto il reintegro, ma esclusivamente un indennizzo economico.
La sentenza riporta l’attenzione su un tema ricorrente nel diritto del lavoro: il bilanciamento tra obblighi del dipendente in malattia e proporzionalità delle sanzioni disciplinari.



