L’intervista a Olly per Tutto Con Te: “L’importante è vivere e condividere, non farlo da soli”
Tra crescita, malinconia e live tour: Olly racconta la chiusura del cerchio di Gira, il mondo gira
Nel 2023 abbiamo incontrato Olly durante Il Mondo Gira Tour, in occasione dell’uscita di “Tutto Con Te”, singolo pubblicato il 9 giugno e pensato come chiusura ideale del cerchio aperto con l’album “Gira, il mondo gira”.
“Ho voluto raccontare la voglia di libertà generazionale, quel senso di voler vivere e sbagliare ma di non farlo da soli”, ci spiegava. In “Tutto Con Te” torna la sua cifra nostalgica, ma con una prospettiva diversa: accettare che esistano giorni sì e giorni no e che l’importante sia condividere emozioni e vissuti.
Rispetto agli inizi di “Io Sono”, Olly oggi si definisce cresciuto, non cambiato. La malinconia resta, ma cambia l’angolazione con cui osserva il mondo. È una maturazione emotiva più che stilistica.
Tra tour estivo, nuove date e il rapporto diretto con il pubblico, il percorso di Olly si muove tra introspezione e palco, tra radici musicali e nuove direzioni ancora da definire.
Intervista realizzata nel 2023 durante Il Mondo Gira Tour, in occasione dell’uscita di “Tutto Con Te”. Oggi la riproponiamo come parte del nostro archivio editoriale.
Cosa rappresenta per te “Tutto Con Te”?
Con “Tutto Con Te” ho voluto chiudere un cerchio iniziato con l’album “Gira, il mondo gira”.
Usando la cifra nostalgica di sempre ho raccontato la voglia di libertà generazionale, quel senso di voler vivere e sbagliare ma non farlo da soli.
Partendo dal presupposto che ci sono giorni sì e giorni no, penso che l’importante sia vivere e condividere le proprie emozioni e i propri vissuti con gli altri.
Se Olly di quando ha iniziato a fare musica ascoltasse questo brano, cosa penserebbe? Sarebbe fiero?
Direbbe di sì, che ne sarebbe fiero.
Per me è uno dei brani più riusciti di quest’estate. Non sono uno che ama farsi i complimenti da solo, però quando lo ascolto in radio mi prende molto bene.
Quanto pensi di essere cambiato da “Io Sono” a “Gira, il mondo gira”?
Sono sempre io, semplicemente sono cresciuto nel frattempo.
Come dico in “Tutto Male”, sono ancora quello triste di sempre, ma ho cambiato prospettiva. Ho cambiato punto di vista e cerco di vedere le cose da un’altra angolazione, ma il contenuto resta lo stesso: malinconia e nostalgia sono sempre presenti nei miei brani.
Qual è la musica che ha accompagnato la tua crescita?
Tantissima. Dal cantautorato della scuola genovese al rap.
E recentemente ho riscoperto Vasco Rossi. Sono sempre in fase di scoperta, sia della musica classica che di quella nuova, anche se oggi è difficile concentrarsi davvero sull’ascolto vista la quantità enorme di musica che esce ogni giorno.
Ad oggi, qual è la tua più grande paura?
Ne parlavo qualche giorno fa con Takagi, che ha lo studio sopra quello di JVLI, il mio produttore.
Gli stavo dicendo che, dopo Sanremo, dopo il disco e dopo il nuovo singolo estivo, non riuscivo a capire bene in che direzione stessi andando. Lui mi ha risposto: “deve essere sempre così, continua ad andare”.
Forse è questo il segreto: continuare ad andare avanti senza ossessionarsi dalla direzione.
In questo momento è in corso Il Mondo Gira Tour. Come ti senti e cosa vuoi dire ai fan?
Sono gasato. Ogni singolo show è incredibile.
Le date estive sono un modo completamente diverso di vivere i concerti rispetto a quelle indoor e ricevere questo tipo di affetto è sorprendente ogni volta.
Abbiamo appena annunciato la data al Fabrique di Milano, il 10 dicembre, che per me è un grande traguardo. Ho sempre visto tanti artisti su quel palco e arrivarci è un onore.
Ai fan vorrei dire che è bellissimo vederli cantare, divertirsi ed emozionarsi con me.
Il 21 luglio ti esibirai a Genova, la tua città. Sei emozionato?
Sì, molto.
Ho preparato una scaletta ad hoc non solo per ringraziare chi mi ha sostenuto, ma anche per creare momenti di unità e condivisione tra le persone che verranno.
Quello che spero di più, però, è di emozionarmi insieme al pubblico.



